STAGE YOGA DI ALGHERO DEL 10/10/04
I nemici della comunità .....
Un rischio da evitare è che chi organizza le attività della Scuola di Meditazione si senta, in qualche modo, un depositario della "verità". Questo atteggiamento, oltre che presuntuoso, crea una barriera nei confronti di coloro che non appartengono alla scuola, impedisce il dialogo vero e l'apertura nei confronti degli altri, ciò che dovrebbe essere il frutto caratteristico della meditazione.
L'invidia. L'invidia è il dispiacere che l'altro vada avanti e mi lasci indietro. E' il vedere nell'amico delle qualità che io non ho e il ritenermi, per questo, inferiore a lui. E' un sentimento che deriva dalla competizione, cui ci si aggrappa per cercare di colmare l'insicurezza personale, la solitudine, la mancanza di un sostegno affettivo. Spesso ci si butta nel lavoro e nel successo, convinti che da questo dipenda il nostro benessere profondo. Ma non è così!
L'amicizia vera gode che l'amico vada avanti. Il suo successo non è una minaccia per la mia persona. Il valore della mia vita non dipende dal successo, mio o del mio amico.
L'invidia è un sentimento che fa parte della nostra natura, deve essere accettato e controllato.Il giudizio sferzante e negativo sull'altra persona, spesso all'insaputa di questa, senza conoscerla a fondo.
L'assenza di perdono: tutti sbagliano, noi compresi!!
Il non voler ascoltare l'altro ed il non mettere in discussione le proprie opinioni.
Il pretendere che le altre persone pensino e facciano esattamente come noi.
Il credere, anche implicitamente, che lo stare in un gruppo non possa o non debba comportare sacrificio, momenti di mancanza di gratificazione.
Il pensare che il gruppo si muova partendo dagli altri e mai da noi o, ciò che è lo stesso, il non sapersi ritagliare uno spazio all'interno del gruppo. Oppure, viceversa, il voler fare tutto da soli, impedendo agli altri di avere un ruolo attivo.
Il non sentirsi in dovere, talvolta, di chiedere scusa o il pensare che gli altri non siano capaci di capirci e di perdonarci.
Il non manifestare apertamente, con garbo e sensibilità, il proprio pensiero, se diverso da quello degli altri, per paura del loro giudizio.
Il considerare gli altri come persone entità distinte e "separate" da noi ........
Se vi vengono in mente altri spunti mandateli all'indirizzo della scuola! ....