Negli uomini del nostro tempo si verifica un fenomeno sorprendente: essi aspirano alla meditazione perchè avvertono, qualunque sia la loro ideologia, o la loro fede, che a causa della tensione e della febbrilità della vita moderna, rischiano di perdere la parte migliore e più autentica di se stessi.

STAGE DI MEDITAZIONE CRISTIANA IN LOC "SA FRAIGADA" (BULTEI) - (dal 19 al 26 agosto 2007)

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Le camminate nei boschi

A partire dal giovedì sono state fatte delle camminate di meditazione in mezzo ai boschi. Il passo lento, la fila indiana, la presenza di centinaia di alberi, ognuno con il suo tronco, più o meno dritto, rivolto verso la luce. Sembrava (ma era più di una sensazione ...) di essere circondati da persone che, mentre si svolgeva il cammino, ci osservavano e partecipavano alla nostra meditazione. E anche i pensieri si scioglievano e noi eravamo un tutt'uno con il bosco. E' stato facile, in quei frangenti, raggiungere momenti di grande silenzio e di pace profonda. Abbiamo scoperto che - forse - è molto più facile meditare camminando lentamente in mezzo alla natura, che stando fermi, seduti. Abbiamo scoperto - nonostante frequentiamo da tempo la Scuola di Meditazione - di essere poco abituati a rimanere immobili in meditazione.

L'Eucaristia

Alle 19.15, ogni giorno, veniva celebrata l'Eucaristia, nella quale veniva letto il brano meditato nel corso della giornata. In quella occasione abbiamo pregato per tutti gli amici, i conoscenti e anche per te, che in questo momento stai leggendo.

I pasti

A seguire, la cena che, così come il pranzo, per metà abbiamo svolto in silenzio.

Il dopo cena

Al termine della giornata, alle 22.00, ci ritrovavamo tutti insieme nella cappella per ringraziare, con una preghiera, per quanto abbiamo vissuto nel corso della giornata.

Subito dopo, alcuni andavano, dopo qualche chiacchiera, a dormire, altri a vedere le stelle in una piccola radura vicino alla casa. Una ragazza, tra l'altro, ha portato un bellissimo telescopio, che ci ha consentito di vedere alcune stelle e i crateri della luna.









Il venerdì

Il venerdì è stata la giornata interamente dedicata al silenzio. Con la sveglia alle 4.30 del mattino ci siamo incamminati in fila indiana e portando una croce di legno a vedere l'alba. Fino al giorno precedente, il tempo era stato incerto. Quella mattina il cielo era sgombro di nubi e si vedevano le stelle. Durante il cammino, tuttavia, all'orizzonte cominciavano ad apparire grandi lampi, segno che vi era una perturbazione in arrivo. Abbiamo continuato il cammino. Il desiderio di vedere il sole che stava per sorgere era più forte della paura dei lampi. Arrivati alla radura, il cielo si era completamente coperto: in alcuni punti all'orizzonte i nuvoloni neri scendevano verso il basso, lambendo il terreno, in altri si vedevano guizzare saette luminose seguite da tuoni fragorosi, anche vicini. Alcuni di noi erano dubbiosi ed avevano paura. Ma il sole stava per sorgere e ci ha tenuto lì, pronti ad aspettarlo. All'improvviso una grande luce bianca illuminava la zona in cui eravamo seduti: il sole era sorto! Poi, dopo qualche minuto abbiamo visto all'orizzonte una grande sfera rossa, pallida, velata dalle nubi minacciose, che saliva, saliva in alto. Era lui, il sole, che con la sua forza, la sua potenza, trapassava le nubi che volevano soffocarlo e inondava la terra di luce. Niente ha potuto fermarlo! E' stata l'alba più bella che alcuni di noi hanno visto!
Poi, dal momento in cui siamo ritornati a casa, fino al tardo pomeriggio, le nubi non hanno resistito ed ha piovuto. Una pioggia garbata, continua e decisa che ha favorito la nostra meditazione.

Sabato sera, dopo cena, abbiamo acceso un gran falò e tutti intorno, con l'aiuto di una chitarra che suonava, abbiamo cantato e fatto festa fino a notte tarda.

G. S.