Negli uomini del nostro tempo si verifica un fenomeno sorprendente: essi aspirano alla meditazione perchè avvertono, qualunque sia la loro ideologia, o la loro fede, che a causa della tensione e della febbrilità della vita moderna, rischiano di perdere la parte migliore e più autentica di se stessi.

STAGE YOGA DI ALGHERO (26 febbraio 2006)

Le trappole mentali

Nel nostro quotidiano comportamento, se seguiamo ciecamente gli istinti dell'ego (l'avere), possiamo ricadere in diverse "trappole mentali", che sono degli schemi e modi di pensare falsi, che spesso non trovano corrispondenza nella realtà. Schemi automatici che ci impediscono di vivere bene.

Per capirci, facciamo un esempio, banale, quotidiano. Immaginiamo una coppia di coniugi, dal carattere forte, Giovanna e Alberto, i quali una mattina litigano. Oggetto della discussione è il dove trascorrere l'unica settimana di ferie all'anno. Giovanna, vorrebbe andare in montagna, Alberto, invece, vorrebbe andare al mare. Tralasciamo i dettagli della discussione. I due bisticciano e non raggiungono l'accordo.

L'ego di ciascuno dei due si trova dinanzi ad una difficoltà, che per definizione, qui non si riesce a superare.

Ci sono diverse trappole nelle quali l'ego ci fa cadere, automaticamente, senza che noi ce ne rendiamo conto.

  • Trappola 1: se non ottengo esattamente ciò che voglio non sarò felice nella mia vita. L'ego si attacca ad un obiettivo (in questo caso non importante) convinto che solo il raggiungimento di questo obiettivo gli darà piacere. Giovanna si sente frustrata perché non è riuscita ad ottenere ciò che voleva: lei voleva andare in montagna, ma non c'è riuscita. L'ego è rigido ed ha difficoltà a cambiare l'obiettivo e non è nemmeno tanto intelligente per distinguere: lui vuole soddisfare solo un piacere (andare in montagna). Questa può essere una trappola perché Giovanna, se non ottiene ciò che vuole, può rovinare la sua giornata e quella del marito. Altro esempio: se non divento uno scienziato come Einstein non potrò essere mai felice. Può succedere che io non sia intelligente come lui e quindi debba fermarmi ad un livello più basso. L'ego non mi darà mai pace: mi farà sentire un fallito tutta la vita: mi dirà che non potrò essere "mai" felice. Lui dice "mai" felice. Altro esempio: se mio marito non si comporta come un principe azzurro allora non mi vuole bene. E' l'ego che si attacca al piacere di vedere il marito come un principe azzurro e non vuole accettare l'idea che possa non esserlo.
  • Trappola 2: avere paura di qualcosa che potrebbe accadere e che non vogliamo. Ognuno di noi ha avuto esperienze dolorose o può essere rimasto impressionato da esperienze vissute da altri. Queste esperienze possono pesantemente influenzare il suo comportamento. Nel nostro caso Giovanna sa che deve rendere felice il marito (perché magari ha paura di perderlo): soffoca il suo desiderio di andare il montagna e accondiscende per andare al mare. Il prezzo che Giovanna paga è l'accumulo di una notevole dose di nervosismo che scaricherà in qualche modo. L'esperienza di Giovanna condiziona pesantemente il suo vivere quotidiano e la paura le fa fare scelte che non vorrebbe fare e che, alla lunga, le fanno male. Ad esempio: una delusione con un familiare che continuo a portarmi nel cuore e mi impedisce di vivere un rapporto sereno con lui. L'ego si attacca ad una esperienza di dolore, episodica, e l'assolutizza. Quando vedo quel familiare vedo la "delusione" in persona: meglio che lo eviti ... E' una paura falsa, se ci pensiamo, perché magari quel familiare è una persona in gamba, anche se può avere sbagliato in passato.
  • Trappola 3. Le convinzioni personali e sociali negative. Anziché ricercare una discussione armonica con il marito, Giovanna incolpa se stessa: è' colpa mia, non so discutere con mio marito, non so essere una buona moglie. Non riuscirò mai ad avere un dialogo con lui. Il nocciolo della trappola è una opinione mediocre di se, senza alcuna prova o evidenza a sostegno. In realtà solo in quell'occasione Giovanna non ha trovato un accordo con il marito, mentre è una bravissima moglie. L'ego ci spinge ad avere poca stima e fiducia in noi stessi. La mancanza di stima è un fattore che corrode, prima se stessi e poi chi ci sta vicino. La mancanza di stima verso se stessi non risolve i problemi, anzi, li aggrava. Talvolta questa convinzione negativa si proietta sugli altri. Giovanna dirà: è colpa di mio Marito, è fatto così, non mi da mai ragione, non capisce nulla, non è l'uomo adatto a me! Le convinzioni di base negative testimoniano la nostra incapacità ad esercitare un controllo su ciò che ci succede.
  • Trappola 4: E' una trappola che potremmo sintetizzare così: faccio a modo mio. Quando le cose, specialmente nei rapporti interpersonali non vanno esattamente come vorremmo, allora ci chiudiamo in noi stessi emotivamente ci distacchiamo dagli altri e rifiutiamo il dialogo. Ad esempio, Giovanna scarica la sua rabbia sul marito E' disillusa. Si isola nel suo guscio ed evita il dialogo. Il suo ego dice: "io ho ragione, non mi piego. L'altra persona non mi capisce. Rifiuto il dialogo. Non ne voglio più sapere!" E' una trappola, questa, molto pericolosa, che può rovinare un rapporto in una comunità. L'ego non ha elasticità: lui obbedisce ciecamente a degli impulsi: vuole avere affetto, riconoscenza, attenzione. Se non li ottiene come li desidera chiude tutti i ponti e si isola, come fanno i bambini, quando fanno gli "offesi". La realtà e diversa e l'ego non la vuole vedere: tronca tutto e ci suggerisce di fuggire.

Prova a fare questa meditazione: stai un pò in silenzio e cerca di identificare le trappole che ricorrono più spesso nella tua quotidianità.
Non cercare di eliminarle, proponiti soltanto di essere attento e pronto a riconoscerle!